Pellet migliore, abete, faggio o altro?

Spesso i rivenditori di pellet dicono che il miglior pellet è il pellet di faggio; secondo noi il pellet bianco (chiaro) è il più indicato per le stufe a pellet: ottimo rendimento, residui di cenere contenuti e soprattutto certificato che attesta la qualità del pellet e l’assenza di altre sostanze che in altri tipi di pellet ne compromettono la qualità.

Il pellet di abete bianco è generalmente un ottimo combustibile, il legname si presta molto bene alla produzione di un buon pellet e soprattutto i luoghi principali produttori di abete sono Paesi da processi produttivi affidabili.

In ogni caso, al di là di normative e caratteristiche indicate nei sacchi dai produttori, che possono anche essere parzialmente vere o non vere affatto, il miglior pellet in assoluto esiste con certificazione enPlus A1, nel senso che è fondamentale provarlo e vedere come brucia, anche in riferimento alla propria stufa.

A parità di pellet, la stufa può fare la differenza, e ciò che ottimo nella mia stufa magari performa peggio in un’altra, e viceversa.

Quindi il pellet migliore è quello che brucia meglio nella nostra stufa. Consigliamo quindi prove pratiche senza fermarsi al primo pellet trovato. E occhi aperti, i venditori del pellet migliore sono ovunque!

Scegliere il giusto pellet
Anche nella scelta del pellet, che ricordiamo viene ricavato della segatura del legname puro, ossia non verniciato, occorre prestare molta attenzione: ne esistono svariati tipi e le essenze più usate sono l'abete, il faggio e il rovere. Il pellet formato da segatura di abete, provenendo da un legno tenero, si accende con molta facilità, ma la combustione non è molto durevole, il pellet di rovere richiede maggior tempo per l'accensione, ma le fiamme durano più a lungo, il pellet di faggio è considerato uno dei migliori, sia per rendimento che per durata della combustione. C'è poi il pellet misto faggio-abete che ha una buona resa termica e rilascia una quantità modesta di cenere residua.
Le specie di qualità sono quelle che hanno una superficie liscia e lucida e una lunghezza dei pezzi che non supera i 30 millimetri; al momento dell'acquisto del pellet è necessario accertarsi che sia certificato, controllando se sulla confezione sia riportata la sigla DIN 51731 o O-NORM M7135 o DIN PLUS, oppure che sia contraddistinto dal marchio Pellet Gold.
Vi sono dei particolari accorgimenti per riconoscere un buon pellet: se immergendo un cilindretto in acqua, questo affonda e si disfa, vuol dire che contiene additivi e leganti chimici, le cui emissioni, non solo sono inquinanti, ma possono provocare dei danni al funzionamento della stufa o del camino; inoltre, se durante la combustione vengono rilasciati strani odori, diversi da quelli del legno, è indice della presenza di vernici. Esistono delle nuove varietà formate da sostanze vegetali, come il mais, il nocciolino di oliva, i gusci di nocciole e di mandorle, ma sono ancora in fase di studio e di sperimentazione per verificarne la resa e l'eventuale propagazione di fumi non compatibili con gli apparecchi di combustione.
Pellet di faggio o pellet di abete
Tra tutte le essenze utilizzate per produrre il pellet, i consumatori hanno un’indiscutibile preferenza per il pellet di faggio e per il pellet di abete(spesso è anche possibile trovare sul mercato soluzioni miste). Ma qual è il migliore per il riscaldamento domestico?
Le differenti caratteristiche del legno di faggio rispetto a quello di abete fanno sì che i combustibili che ne derivano abbiano peculiarità diverse. Si tratta, tuttavia, di due ottime essenze con un potere calorifico simile; per la scelta definitiva vi consigliamo di assicurarvi più che altro che il legname di originenon sia stato trattato chimicamente (per approfondire, vi consigliamo di leggere il nostro articolo relativo alle certificazioni del combustibile "Certificazione del pellet : En Plus, Din Plus, Önorm, Pellet Gold") e che quindi non sprigioni alcun tipo di sostanza nociva alla vostra salute.
Oltre a questo aspetto, è importante considerare che la resa del combustibile dipende molto anche dalla stufa all’interno della quale viene utilizzato; l’ideale sarebbe provare sia il pellet di faggio che quello di abete per verificarne il rendimento in base al tipo di impianto che possedete e decidere solo in un secondo momento qual è il tipo di essenza più adatta alle vostre esigenze.
Certificazione Enplus
Si tratta di una certificazione rilasciata dal Deutsches Pelletinstitute, e si basa sulla normativa tecnica europea EN 14961 (in Italia corrisponde al pacchetto normativo UNI EN 14961). Tale certificazione attesta che l'intera filiera di produzione dei pellet è controllata e che i prodotti realizzati rispondono a determinati parametri. Per ogni produttore che si avvale del marchio EN Plus  per i propri prodotti, sono previsti ogni anno dei controlli sull'intero processo di fabbricazione.
 
Le classi di qualità
Lo schema di certificazione EN Plus definisce tre diverse classi di qualità del pellet. Tali classi si basano su quanto previsto dalla ISO 17225-2 e sono: 
  • EN Plus A1 
  • EN Plus A2
  • EN Plus B
Le tipologie di legno riportate in Tabella 1 possono essere utilizzate come materia prima per la produzione di pellet, in accordo con lo standard ISO 17225-2. La selezione delle materie prime è invece definita nella ISO 17225-1.
  • EnPlus A1
  1. Tronchi
  2. Sottoprodotti e residui della lavorazione del legno non trattati chimicamente
  • EnPlus A2
  1. Alberi interi senza radici
  2. Sottoprodotti e residui della lavorazione del legno non trattati chimicamente
  3. Residui di lavorazione Forestale
  • EnPlus B
  1. Boschi, piantagioni e altro legno vergine
  2. Sottoprodotti e residui della lavorazione del legno non trattati chimicamente
  3. Legno usato non trattato chimicamente

I requisiti per gli additivi
Per additivo s'intende una sostanza intenzionalmente introdotta o durante il processo di produzione del pellet, o dopo la produzione, per migliorare la qualità del combustibile, ridurre le emissioni, rendere più efficiente il processo produttivo o contrassegnare il pellet. 

Gli additivi sono ammessi in quantità massima pari al 2% del peso totale del pellet (≤ 2 w%). La quantità di additivi aggiunta in fase di produzione è limitata all'1,8 w%, mentre la quantità degli additivi di post-produzione (es. oli di rivestimento) è limitata allo 0,2 w% del pellet. La tipologia (sostanza e nome commerciale) e la quantità (in w% come ricevuto) di tutti gli additivi impiegati dovrà essere documentata. Acqua, vapore e calore non sono considerati additivi. Additivi quali amido, farina di mais, farina di patate, olio vegetale, lignina kraft e lignina solforata, ecc., devono tutti derivare da prodotti forestali o agricoli o dalla loro lavorazione. Il Consiglio dei Rappresentanti EN Plus può decidere di escludere l'utilizzo di un particolare additivo qualora vi sia il sospetto che esso possa creare problemi operativi ai sistemi di riscaldamento o rappresentare un pericolo per la salute umana o per l'ambiente. 
 
I requisiti di sostenibilità
Per certificare i requisiti di sostenibilità, è necessario attivare un processo che porta all’emissione, da parte di un organismo terzo e indipendente, di un certificato scritto attestante che le forme di gestione boschiva in un ben determinato contesto territoriale (e di conseguenza estensibile a tutti prodotti da questo derivanti) rispondono a determinati requisiti di sostenibilità E’ necessario definire criteri e indicatori della “gestione forestale sostenibile”, ovvero i parametri qualitativi e quantitativi che, quando periodicamente valutati (misurati o osservati), permettano di valutare le performance ambientali e la sostenibilità dei sistemi di gestione forestale.
Come si riconosce la Enplus?
Al momento dell’acquisto, il consumatore finale deve assicurarsi:
  1. che siano indicati tutti i riferimenti per poter contattare il produttore o il rivenditore;
  2. che sia riportata la dicitura “pellet di legno” accompagnata dalla classe di qualità del prodotto in base alla norma di riferimento (ISO 17225-2);
  3. che sia riportato il marchio di certificazione EN Plus completo di numero identificativo;
  4. che il numero identificativo corrisponda a un'azienda elencata, effettivamente in possesso della certificazione;
  5. che sia riportato il marchio di qualità con la classe corrispondente;
  6. che sia riportato il peso venduto (in kg o t);
  7. che il pellet acquistato sia idoneo all’apparecchio termico a cui è destinato, stufa o caldaia.

Vendiamo solo camion completi. Evitare richieste bancali singoli

Il nostro bilancio 2019 venduti 1.500 camion di pellet tra Italia e Francia, vuol dire tonnellate 36.000,00 di pellet destinato al mercato Europeo, avendo i migliori prezzi nel settore pellet, sempre con consegne puntuali. 


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